Intervista a Sergio Romano (28/02/2006)
Intervista a Sergio Romano
in occasione della sua conferenza dal titolo
“Libera Chiesa in libero Stato”
tenuta per l’Associazione Ex amici dell’Antonianum
al Teatro Antonianum di Padova
la sera di lunedì 27 febbraio 2006
Sergio Romano, nato a Vicenza, è stato in diplomazia fino al 1989, ricoprendo l’ultimo incarico in Unione Sovietica in qualità di Ambasciatore a Mosca. È editorialista del “Corriere della Sera” e del settimanale “Panorama”.
Giorgio Galli, nel suo “Hitler e il nazismo magico” sostiene che per comprendere la logica di Hitler e del nazismo è necessario presupporre che essi si rifacessero a matrici culturali che in parte non sono quelle nostre: occultismo, esoterismo, alchimia… Si deve partire da questo presupposto anche per capire la logica Usa degli ultimi vent’anni?
“Conosco il libro di Galli ed è molto interessante. Non c’è dubbio che ci siano state forme di infatuazione, soprattutto a livello di alcune personalità del Terzo Reich, per questo tipo di ideologie dell’occulto. Credo però che sia stato esagerato il peso che tutto questo ha avuto all’interno del Terzo Reich, sebbene abbia avuto senza dubbio un fondo di paganesimo o di neopaganesimo. Sono quindi situazioni che vanno valutate con molta prudenza.
Negli USA non mi sembra che si possa aver riscontrato questo fenomeno. Bush dopotutto è un esponente abbastanza tipico della società americana. Vede, forse noi ci siamo dimenticati che la società americana ha un elettrocardiogramma dal punto di vista religioso molto oscillante, con dei revival religiosi che hanno delle punte molto alte, caratterizzate da fenomeni di consenso di massa a valori religiosi vissuti in modo molto spirituale, seguiti poi da momenti di maggiore distacco.
In quella che si chiamava la “Fascia della bibbia”, che è la fascia degli Stati meridionali, si ritrova un cristianesimo che non è di origine anglicana, cioè episcopale, ma di origine non conformista. Si chiamavano non conformiste quelle sette protestanti che in Inghilterra non aderivano alla religione anglicana: battisti, anabattisti, metodisti, avventisti del Settimo giorno, mormoni, quaccheri, testimoni di Geova e così via. Nella “Fascia della bibbia” vi sono soprattutto battisti. Ora negli Usa ci troviamo in pieno revival religioso, con una confluenza di queste varie denominazioni verso un gruppo indistinto privo di qualsiasi struttura gerarchica, non quindi con una struttura visibile, non con un vertice. Questo gruppo è quello degli evangelici, i quali non hanno nulla a che vedere con la Chiesa Evangelica Luterana. Questi sono dei “rinati”, dei born again, che si definiscono evangelici, che sono di provenienza diversa (metodisti, battisti), e che sono 70 milioni! E 70 milioni sono un bel po’ di voti.
Si dà il caso poi che Bush molto probabilmente sente questo problema sinceramente. Ha avuto esperienze giovanili di alcol, e ne è uscito grazie alla fede.”
Con la vittoria di Hamas pare che l’Occidente abbia perso ogni controllo della situazione palestinese. Fino a che punto questo è vero?
“Non penso che sia vero. Hamas è un’organizzazione sui generis, molto particolare, che non è sempre rappresentata in Europa nel modo giusto. È un’organizzazione bicefala, con un braccio terrorista armato, e con un braccio la cui organizzazione è visibile e molto forte nel campo dell’assistenza sociale.
Hamas è esattamente quello che i Fratelli musulmani sono diventati nel corso di questi ultimi trent’anni. I Fratelli musulmani erano nati come organizzazione violenta, poi a partire dagli anni di Sadat si sono riqualificati nella politica sociale, diventando molto attenti a risolvere problemi minuti della vita quotidiana.
Hamas sta facendo la stessa cosa in Palestina, e per di più avendola fatta in una situazione in cui la Palestina era soggetta ad una sorta di stato d’assedio in cui praticamente tutte le attività economiche erano crollate verticalmente.
Hamas è considerata dai Palestinesi come l’organizzazione che gli risolve il problema contingente, che gli cura il famigliare in ambulatorio o che gli assiste l’anziano.”
Questa intervista può essere riprodotta tutta o in parte e con qualsiasi mezzo, senza alcun onere di copyright, purché citando la fonte come segue: “Pietro Casetta – www.pietrocasetta.it”
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